Intervista al Gesuita - Roma, 2001
© Copyright 2000-2006 Cristoforo Barbato
[Barbato] Come è entrato a far parte del S.I.V.?
[Gesuita] Il S.I.V. annovera elementi provenienti da diverse realtà, tutte strettamente connesse alla Chiesa e
composte soprattutto, almeno nella parte dirigenziale, da sacerdoti in maggioranza aderenti all’ordine dei
Gesuiti, monaci Benedettini e Religiose; in tutto poco più di un centinaio di elementi. Possono sembrare
pochi ma non è così se si considera che in ogni parte del mondo dove c’è un sacerdote o una suora c’è una
potenziale fonte d’informazioni preziose. Altri elementi sono stati, e tutt’oggi, sono seguiti in ambienti ed
istituzioni a carattere laico interne alla Chiesa come ad esempio: associazioni a carattere umanitario,
schieramenti politici vicino alla Santa Sede, movimenti cattolici giovanili, ecc. Il mio iter è stato molto simile a
questo. In sintesi gli elementi come me sono stati segretamente seguiti, indirizzati e formati secondo
determinati criteri noti in certi ambienti. Ognuno di noi oggi si rende conto di aver avuto in passato un suo
“angelo custode” nonché mentore, successivamente.
[B] Potrebbe fornirmi maggiori
elementi sul S.I.V.? Perché è
stato creato, da quanto tempo
opera...
[G] La struttura è top secret ma
per ora posso dirle che è
organizzata in maniera analoga
alle altre strutture d’intelligence
come CIA, MI6 l’ex KGB ecc.
Non ha una sede ufficiale fissa ma sceglie di volta in volta un sito dove riunirsi, in strutture però sempre sotto
la giurisdizione della Città del Vaticano. Da un punto di vista cronologico la scintilla che ha innescato l’avvio
di tale organizzazione scaturisce da un evento avvenuto nella prima metà degli anni ‘50 negli Stati Uniti, per
l’esattezza nel Febbraio del 1954. L’evento in questione fu l’incontro di una delegazione aliena avvenuto in
California nella base di Muroc Airfield (divenuta poi la sede della base aerea di Edwards) con il presidente
Dwight Eisenhower e a cui presenziò l’allora Vescovo di Los Angeles James Francis McIntyre. L’incontro
venne opportunamente filmato dai militari con tre cineprese 16mm, dislocate in vari punti, caricate con
pellicola a colori e motore con caricamento a molla; quest’ultima soluzione piuttosto scomoda, perché
costringeva ogni operatore a cambiare bobina ogni 3 minuti circa di ripresa, fu necessaria in quanto in
presenza degli alieni e delle loro astronavi i motori elettrici delle cineprese più grandi non riuscivano a
funzionare. Furono
girati in tutto sette rulli
da trenta metri, per
un totale di circa venti
minuti di ripresa. Al
termine dell’incontro
ogni membro della
delegazione terrestre
giurò solennemente
di non rivelare a
nessuno quanto visto
e sentito degli alieni.
Non mi chieda che fine ha fatto il film perché credo che conosca già la risposta. Comunque, nei giorni a
seguire McIntyre, probabilmente contrariato per aver prestato un giuramento che in coscienza riteneva
iniquo, partì di gran fretta per Roma al fine di incontrare il Santo Padre Pio XII per riferirgli dell’incredibile
evento. Ma il Vescovo McIntyre per poter giungere in Italia doveva effettuare uno scalo prima a New York per
poi ripartire alla volta di Roma, il tutto con l’ausilio di un aereo privato. Il velivolo decollato in un primo
momento da Los Angeles dopo circa un’ora e mezzo di volo a causa d’improvvisi problemi tecnici fu costretto
ad atterrare nel cuore della notte su una pista dell’aeroporto “Skyhaven” sito a Las Vegas. Durante il periodo
necessario alla riparazione dell’aereo, circa un’ora e mezzo, salì sull’aereo un personaggio che chiese di
conferire con il Vescovo. L’uomo che mostrò credenziali militari delle forze
armate USA, era un colonnello dell’USAF, fu ricevuto da McIntyre. La
conversazione durò circa venti minuti durante i quali quest’uomo diffidò il
Vescovo dal riportare con esattezza tutta la vicenda a cui aveva assistito,
in quanto l’intera questione aliena era già oggetto di studio e controllo da
alcuni anni e che doveva essere d’esclusivo appannaggio dell’USAF. Il
militare sottolineò che il Presidente aveva chiesto solo un parere di
carattere spirituale e soprattutto di discernimento in quella situazione assai
anomala e che il giuramento non si riferiva soltanto ad una possibile
divulgazione di un tale evento al mondo intero ma che si estendeva anche
al Santo Padre. Non ultimo il problema delle infiltrazioni di spie sovietiche
all’interno dello stesso Vaticano. Il Vescovo rispose che era suo preciso
dovere riferire al Papa di tale incredibile evento. Oggi si è propensi a
pensare che quel guasto fu voluto preventivamente per dar luogo a quest’incontro, organizzato da alcuni
militari probabilmente all’insaputa dello stesso Eisenhower. Prima di congedarsi il militare disse al Vescovo
che la scelta di riportare quella notizia a Roma avrebbe creato seri problemi e a lui personalmente sarebbe
potuto costare molto. Tra l’altro, quanto di quell’incontro con gli alieni fosse stato predetto in qualche
messaggio di carattere divino non c’è dato sapere. Due giorni dopo il Pontefice Pio XII ricevette il Vescovo
McIntyre. Dopo aver meditato molto sulle implicazioni che avrebbe potuto avere un rapporto esclusivamente
militare con gli alieni, il Papa decise di istituire un servizio d’informazioni segreto con una denominazione
sulla falsa riga del servizio d’informazioni militare fascista, il SIV appunto, che avrebbe dovuto raccogliere
tutte le informazioni possibili sulle attività delle entità aliene e sulle informazioni che su di esse avrebbero
raccolto gli americani. Era di fondamentale importanza tenere aperto il canale di comunicazione con il
presidente Eisenhower. Il SIV sostanzialmente venne costituito per acquisire e gestire tutte quelle
informazioni riservatissime che riguardavano soprattutto la tematica extraterrestre coordinandosi con le altre
strutture d’intelligence di altri paesi. La neonata struttura si proponeva fondamentalmente di gestire gli
aspetti dal punto di vista morale, filosofico, etico e religioso.
[B] Cos’è che ha fatto pensare a Pio XII che i militari americani avrebbero condiviso informazioni così
delicate con il Vaticano? Come la mettiamo con il militare incontrato all’aeroporto di Las Vegas?
[G] Vede, essere convocati dal presidente degli USA nel cuore della notte per un aiuto ed un supporto
spirituale in una situazione che
potremmo definire unica nella storia
dell’uomo moderno, credo sia solo segno
di stima e fiducia. A conferma di ciò le
dico che una volta tornato negli Stati
Uniti McIntyre e l’Arcivescovo di Detroit
Edward Mooney in un secondo
momento, furono i principali coordinatori
delle operazioni di passaggio delle
informazioni al Vaticano. Gli eventi però
presero una piega inaspettata in quanto lo stesso McIntyre ed altri esponenti del SIV iniziarono ad avere
degli incontri diretti, in assenza e all’insaputa dei militari, con una razza aliena di tipo nordico,
apparentemente positiva, proveniente dalle Pleiadi; questi alieni misero in guardia dagli esseri che erano
stati incontrati in precedenza dagli americani nel deserto della California. Questi incontri con esponenti del
SIV si verificarono più volte negli USA e due volte anche all’interno dei Giardini Vaticani presso la Pontificia
Accademia delle Scienze, alla presenza dello stesso Papa Pio XII.
[B] Allora, quello che asserì Padre Pio da Pietralcina sull’esistenza d’esseri viventi in altri mondi che
non avevano peccato e che per tale motivo hanno raggiunto un grado evolutivo elevatissimo, è vero?
[G] Certamente, ma questi esseri a cui
adesso si riferisce vivono su un piano
dimensionale, se così si può dire, diverso pur
non essendo angeli nel vero senso della
parola, mentre gli alieni nordici di cui ho
parlato sono esseri in carne e ossa, che
seppure molto evoluti da un punto di vista
tecnologico e spirituale hanno la loro
corporeità. Queste creature asserirono di
aver scoperto nella Chiesa Cattolica, o più
precisamente nel messaggio Cristico, la
presenza autentica di Dio e si dichiararono
disponibili alla collaborazione per il bene dell’umanità. Fu proprio questa affermazione da parte di questi
esseri che convinse Pio XII a collaborare con loro, considerandoli addirittura autentici convertiti alla fede
cristiana. Probabilmente il Pontefice pensò che la Chiesa Universale doveva cominciare ad estendere il suo
messaggio anche ad esseri provenienti da altri mondi. Comunque sia, questi alieni negli anni a seguire
furono d’aiuto determinante per la Chiesa di Roma nel portare avanti specifici compiti nel mondo. In
particolare intervennero in determinate situazioni di carattere politico e sociale di portata mondiale (su questo
punto invito a rileggere quanto scritto a suo tempo dal console Alberto Perego in alcuni dei suoi libri, NdA). In
seguito anche Papa Giovanni XXIII beneficiò dell’appoggio di questi esseri che avevano sposato la causa
Cristiana ma preferì rendere sempre comunque il merito a più vaghi “interventi angelici”. Papa Giovanni
aveva ereditato, se così si può dire, un accordo di collaborazione tra la Santa Sede e gli alieni positivi di
razza nordica stipulato con il predecessore. La cosa andò avanti per tutta la durata del pontificato di Roncalli
il quale però aveva più volte espresso ai vertici del SIV il suo disappunto per l’estrema fiducia che si stava
riponendo in quelle creature, tanto che oggi si è portati a pensare che uno dei motivi che diede il via al
Concilio Ecumenico Vaticano II sia stata proprio la necessità di fare un primo e concreto passo verso il
rinnovamento della Chiesa, anche in vista di un possibile ed imminente “contatto”.
[B] In riferimento a questi interventi o ‘mediazioni celesti’, possiamo includere anche il presunto
incontro avvenuto nel 1963 tra il contattista americano George Adamski e il Papa?
[G] Ci stavo proprio arrivando. Adamski incontrò realmente il Papa. Si
recò a San Pietro una volta soltanto per incontrare l’allora Pontefice il
quale aveva già deciso che la Chiesa non doveva più intrattenere
rapporti diretti e collaborazioni con gli alieni, seppur positivi. Giovanni
XXIII riteneva inoltre inaccettabile che una simile relazione fosse rivelata
al popolo cristiano. Il compito affidato dagli alieni ad Adamski fu quello di
tentare un estremo ed ultimo accordo con il Pontefice ormai morente.
Egli fu un messaggero per conto degli stessi esseri che incontrarono Pio
XII. Queste entità incaricarono lo stesso Adamski di consegnare al Papa
un dono; quest’ultimo, che conteneva una sostanza liquida che avrebbe
fatto sparire in pochi giorni l’eteroplasia gastrica da cui era affetto,
peggiorata in quelle ultime ore da una peritonite acuta. Il Papa non
bevve quella sostanza; disse in punto di morte guardando il Crocefisso; “Quelle braccia allargate del Cristo
sono state il programma del mio pontificato. Un pontificato umile e modesto quanto volete, ma di cui mi sono
assunto tutte le responsabilità. Sono contento di quello che ho fatto e di come l’ho fatto....”. Tuttavia questo
gesto da parte degli alieni fece concludere al Papa, con quel poco di lucidità ed energie che gli erano rimasti,
che questi “fratelli del cosmo” avrebbero potuto condurre un’attività sicuramente positiva e benevola verso
l’umanità ma che avrebbero dovuto operare autonomamente e distintamente alla Chiesa e, in generale,
dall’operato dell’uomo che, con la preghiera, agisce secondo la Legge di Dio e, in particolare, sotto l’azione
dello Spirito Santo. Con il tentativo di Adamski terminò il rapporto diretto tra queste creature ed il Papa
stesso e i suoi successori, i quali fidandosi dell’illuminazione di Giovanni XXIII stabilirono che non era più
opportuno avere rapporti diretti. Successivamente in un manoscritto riservato di Papa Roncalli per il suo
successore con allegato un dossier riservato sul S.I.V., il Pontefice menzionò un passo del Vangelo che
chiudeva e spiegava chiaramente l’atteggiamento della Chiesa nei confronti degli esseri positivi provenienti
da altri mondi:
Dal Vangelo secondo Marco ( 9, 38 e seg)
In quel tempo, Giovanni rispose a Gesù dicendo: "Maestro,
abbiamo visto uno che scacciava i démoni nel tuo nome e glielo
abbiamo vietato, perché non era dei nostri". Ma Gesù disse: "Non
glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel
mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è
contro di noi è per noi. Chiunque vi darà da bere un bicchiere
d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che
non perderà la sua ricompensa".
Il senso, in estrema sintesi, è che la presunta attività positiva di
questi alieni, che avevano aderito al messaggio cristico, non
doveva essere ostacolata, ma “benedetta”, doveva essere però
un’attività disgiunta e parallela a quella della Chiesa. Gli alieni di
conseguenza erano da considerarsi alla stregua dello straniero che guarì nel nome di Cristo, e questi non gli
impedì di farlo. In tal senso andrebbe inserito il discorso che il neo Pontefice, insediatosi al defunto Pio XII,
fece il 5 Aprile 1961 quando rivolgendosi alla folla riunitasi in Piazza San Pietro per l’udienza generale disse:
“alcune voci che prima ci erano ignote. Ma si tratta sempre di voci che dal cielo scendono sulla Terra, voci
che hanno il riflesso dell’onnipotenza del Padre Celeste”.
[B] Parliamo dei suoi incarichi in seno al SIV.
[G] I miei incarichi erano di carattere puramente tecnico, i più importanti erano ad esempio ricevere
informazioni segretissime provenienti da un radiotelescopio del Vaticano situato in Alaska e girarle ai
rispettivi destinatari…
[B] Un attimo solo, ma di quale radiotelescopio sta parlando? Non sapevo che il Vaticano
possedesse una struttura del genere in tale area geografica.
[G] Il Vaticano possiede e gestisce un radiotelescopio avanzatissimo, che adotta sistemi e tecnologie
all’avanguardia, gestito solamente da personale appartenente all’ordine dei gesuiti e che è ubicato all’interno
di un impianto industriale per il recupero del petrolio, apparentemente dimesso, sito nello stato americano
dell’Alaska. Il complesso è mimetizzato perché ufficialmente le attività che vi si svolgono non sono le stesse
della struttura del VATT in Arizona e sono coperte dal massimo segreto.
[B] Quando è stato costruito tale apparato e soprattutto con quali finalità visto che il Vaticano
annovera già altri siti astronomici in varie parti del mondo?
[G] Quello che posso dire è che è stato costruito nel 1990 con lo scopo di studiare i corpi celesti ‘anomali’ in
avvicinamento alla terra, analogamente a quanto fatto per esempio dalla CIA, che tra i tanti suoi ‘occhi
segreti’ annovera il telescopio gemello di Hubble, SkyHole 12. Inoltre il SIV fu avvisato durante gli incontri
con Pio XII dell’avvicinamento di un corpo celeste al sistema solare ospitante una razza aliena evoluta e
molto bellicosa. Seppi ben presto che il materiale che dovevo ricevere qui a Roma ed elaborare al computer
era molto interessante e
segretissimo. Fu durante
l’elaborazione di alcuni dati
e informazioni provenienti
da questo radiotelescopio
che una sonda inviata nello
spazio remoto, inserita
all’interno di un programma
di esplorazione spaziale
avviato nei primi anni ‘90
denominato SILOE, aveva
fotografato un pianeta di
dimensioni enormi in
avvicinamento al sistema
solare. I dati furono ricevuti
in Alaska nel mese di
ottobre del 1995. Qui cominciarono i miei problemi. Scoprii che non dovevo decrittare io i dati provenienti da
quella sessione di trasmissione e si creò una situazione pericolosa. Fu allora che il mio referente mi rivelò
che all’interno del Vaticano erano conviventi due fazioni che si contendevano la gestione di un tipo di
informazioni con un livello di segretezza di gran lunga superiore al TOP SECRET.
[B] Potrebbe fornirmi ulteriori dettagli sul programma spaziale SILOE? Chi ha progettato la sonda, da
dove è stata lanciata…
[G] La sonda denominata “Siloe” prende il nome proprio
dall’omonimo programma di esplorazione spaziale avviato nei
primi anni ‘90. Inoltre posso aggiungere che il programma
Siloe è a sua volta inserito in un altro e più vasto programma,
denominato Kerigma. (Sulla natura di quest’ultimo e degli altri
sottoprogrammi che lo compongono non mi e stato rivelato
nulla, NdA). Per ora posso solo dirle che la sonda è stata
assemblata presso l’Area 51, disponeva di un motore a
impulsi elettromagnetici e, una volta completata, fu collocata in
orbita da un velivolo del tipo Aurora. La sonda non disponeva
di calcoli e preindicazioni sulla traiettoria e ubicazione precise di Nibiru, per cui il suo scopo era di
approssimarsi al pianeta correggendo la rotta il più possibile per poi riavvicinarsi al Sistema Solare ad una
distanza tale da poter trasmettere dati e immagini al radiotelescopio segreto posizionato in Alaska. La sonda
venne lanciata una volta ultimato il radiotelescopio ed effettuò la trasmissione delle riprese nel 1995.
[B] Quanto da lei affermato mi spinge a rammentare alcune delle teorie formulate dal ricercatore
Zecharia Sitchin in merito al noto 12° pianeta e di un suo futuro ritorno. Conosce tali studi?
[G] Si, almeno negli aspetti principali; ciò che posso dirle di sicuro è che il S.I.V. in collaborazione con la
Lockheed Martin inviò quella sonda che realizzò le immagini da me elaborate. Si tratta di un corpo celeste
molto grande che nel giro di tre anni al massimo, a partire dal 2001, farà “sentire” la sua presenza all’interno
del sistema solare.
[B] In che modo ha avuto accesso a simili informazioni?
[G] Attualmente usufruisco di un’autorizzazione alla supervisione denominata ‘Secretum Omega’. Questa è
la più alta classificazione di segretezza in Vaticano, equivalente al 'Cosmic Top Secret' della Nato. Esso è
suddiviso in tre livelli d’informazione: dal meno dettagliato Secretum Omega livello III al Secretum Omega
livello I che è il più completo. Il mio compito attualmente è di formare nuovi elementi del S.I.V. e di avviarli
all’uso dei sistemi di comunicazione propri di tale organismo.
[B] In Italia le informazioni raccolte dal radiotelescopio
in Alaska come giungono?
[G] In Italia esistono impianti radio e antenne unitamente a
due satelliti geostazionari sopra l’Italia stessa di una
compagnia di telecomunicazioni americana, la Sprint
International, che ha parabole nel nord e nell’estremo sud
dell’Italia. Tale compagnia ha un contratto speciale con il
SIV e su un canale riservato invia e riceve dati cifrati con
un algoritmo di crittografia riservato e personalizzato, in uso
dal 1994. Prima il SIV usava un sistema di crittografia
ideato da una società svizzera che in seguito fu abbandonato, perché uno dei membri di questa società lo
rivendette clandestinamente agli israeliani. Altre informazioni di carattere tecnico per ora non posso fornirle.
[B] Vorrei porle una domanda su un noto religioso italiano legato alla Chiesa,
mi riferisco a Monsignor Balducci che ha pubblicamente rilasciato
determinate affermazioni sulla tematica extraterrestre. Balducci per caso
opera in accordo con il S.I.V.? È a conoscenza della sua esistenza?
[G] Sicuramente Padre Balducci ha condotto i suoi studi e le sue ricerche in maniera
totalmente autonoma senza seguire alcun tipo di programma stabilito in
precedenza. Nelle sue ricerche non è mai stato ostacolato, anzi in qualche
circostanza è stato in un certo modo incoraggiato.
[B] Un attimo solo, mi è sembrato di aver capito dalle sue parole che esisterebbe un programma di
divulgazione. È, forse, per tale ragione che ha deciso d’incontrami e rivelarmi tali informazioni?
[G] Siamo -schegge impazzite- secondo il sistema, ma consapevoli che certi eventi che stanno per verificarsi
coinvolgeranno tutti gli esseri viventi del pianeta, nessuno escluso. L’umanità intera in questa attuale fase
storica sta vivendo un periodo molto particolare e strettamente collegato ad alcuni eventi ‘chiave’ contenuti
nel libro dell’Apocalisse. Il genere umano deve affidarsi completamente al messaggio di salvezza e di
redenzione di Cristo, quello che San Paolo ha definito il Kerigma, quello che Giovanni Paolo II cerca di
portare in tutte le nazioni del mondo. Crede che il Papa non sappia quanto siano vicini certi avvenimenti?
[B] Ma di tutte queste informazioni l’attuale Pontefice quanto conosce, alla luce anche delle accorate
dichiarazioni rilasciate da un anno a questa parte?
[G] All’interno del Vaticano esistono
due correnti in contrapposizione; una è
fautrice di questo programma di
informazione ed è difesa anima e
corpo da Wojtila, l’altra è tutta protesa
ad ostacolarlo con ogni mezzo, a tal
punto che alcuni elementi di questa
fazione fanno parte anche di gruppi di
potere occulti che, per fare un
esempio, controllano il mercato petrolifero mondiale che attualmente sta incidendo sulle varie economie
internazionali, con l’unico obiettivo di schiacciare ogni iniziativa legata alla diffusione d’energie pulite
alternative. Gruppi come quello a cui si può ricondurre la vicenda del famoso e controverso caso ufologico
'Guardian' che lei conosce, drammaticamente autentico in gran parte, tranne in quella relativa ai fotogrammi
della presunta entità aliena. Comunque la documentazione cartacea e le informazioni in esso contenute
descrivono una situazione reale. La realtà spesso supera la fantasia più sfrenata; purtroppo è così. Ma di tali
organizzazioni occulte, il vertice è l’SVS.
Fine dell'intervista.

